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Arti letterarie buffonesche
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Registrazioni di frank solitario (© 2007) visualizzato 1021 volte Il Professore aveva un piccolo registratore.
Lo aveva portato con sé ogni momento della sua vita; per ogni momento di cui riusciva a ricordarsi.
Da un giorno, da quel giorno, aveva pensato che non poteva andare tutto perduto: battute, riflessioni, frasi d’amore, imprecazioni, illuminazioni, considerazioni.
I primi giorni sentiva un blocco; le sue parole non erano spontanee per forza di cose, sul nastro sempre una breve esitazione e poi un tono di voce innaturale.
Il tempo aveva reso tutto semplice e il registratore era diventato una parte del suo corpo; i nastri erano quelli da ventiquattro ore e non c’era bisogno di sostituirli.
Camminando per strada, un pensiero indecifrabile cominciò a girargli nella testa.
Aveva registrato trent’anni della sua vita, ma non si era mai riascoltato.
Il momento giusto era arrivato: non aveva più voglia di aggiungere niente di nuovo.
Si chiuse a chiave nell’archivio e si sedette in terra tra due pareti di registrazioni certosinamente riposte in custodie nere numerate.
Accese l’impianto, prelevò con limpidi gesti religiosi i nastri più vecchi.
“Bzzzz….Ehm allora che dire…..”, 12 Agosto 1971.
Quella non era la sua voce, quello non era lui, l’effetto non era lo stesso.
Le battute non facevano più ridere; avevano fatto ridere allora?
Decise di riversarle in digitale, quell’effetto ronzante non era certo ciò per cui si era battuto: la perfezione del ricordo.
Era sobrio e malinconico, traballante, non c’era molto di divertente.
Sincronizzò le apparecchiature, le fece partire; qualcosa stava cambiando, il nastro si stava lentamente deteriorando, smagnetizzando, lasciando una frusciante traccia di pulviscolo.
Il Professore cominciò a trafficare ossessivamente per ottenere la maggiore pulizia del suono possibile, per restituire alla luce la purezza cristallina delle parole che così pazientemente aveva pensato, pronunciato e scandito negli anni.
Dopo poco si rese conto che quei nastri non avevano bisogno di nessun intervento; le sue parole avevano cominciato a svanire lentamente e lentamente andavano ad adagiarsi verso il disfacimento.
Il lentissimo sprofondare della memoria che si fa fruscìo cancellandosi nell’istante stesso in cui accade.
| commento dell'autore | ìmpari la lotta contro l'oblio, lo scorrere del momento presente, la morte |
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