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Un mondo di soldi




[18 commenti]

Un mondo di soldi

di frank solitario (© 2007)

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Io e Lui ci incontriamo nello stesso posto.
Ma un mondo, un mondo intero, anzi un abisso ci separa.
Incontrarsi nello stesso posto non significa condividere gli stessi interessi, aspirazioni, valori, visione della vita.
Io e Lui ci incontriamo in banca.
Io i soldi li verso; per conti correnti, cambiali, multe, donazioni, sottoscrizioni.
Lui li preleva; da rendite, affitti, stipendi e straordinari, entrambi di altri, vincite al gioco, prestiti a strozzo.
Ma per Lui questi non sono che spiccioli per le stupidaggini; gli yacht, le macchine, le ville, le puttane, i gioielli della moglie li paga con bonifici, trasferimenti, transazioni, carte di credito, non vuole nemmeno vederli, ancora più veloci, ancora più invisibili.
I suoi tintinnano, frusciano, si ammucchiano, scivolano, scorrono, piovono.
I miei si incagliano, bloccano, appiccicano, incastrano, sudo nel darli almeno il doppio di quello che ho sudato per guadagnarli e vi assicuro che tanto sudore scorre, sudore fetido per il disprezzo di quello che faccio ogni singolo giorno.
Tanto tempo ho impiegato per averli e altrettanto tempo cerco di farli rimanere, solo un’illusione, inutilmente.
Ma una volta tanto il travaso è perfetto, non ne potresti sognare di migliore, pochi istanti, i soldi li trattengo, li riporto più volte verso le tasche, mi pesano, si incollano alle mani.
L’impiegato li scruta, esamina, controlla, soppesa, striscia, solleva lentamente e a lungo li lascia sospesi verso una fonte di luce.
Perfetti.
Eppoi, pensa, questo poveraccio non vuole liberarsene, quindi….
Quindi emette un sorriso sadico, tutti gli ingranaggi del suo cervello scattano e rischia senza saperlo, rischia di perdere il posto, la casa, la moglie, i figli, ha la assoluta certezza che quei soldi, il mio mondo di soldi, sia tristemente vero.
Per sua fortuna è tutto così veloce, così dannatamente veloce.
Arriva Lui; un mondo intero ci separa, ma oggi siamo un po’ più vicini.
Come sempre il denaro vola, decolla dalle mani dell’impiegato e nelle sue mani scorre come acqua, acqua sporca sul letto di un fiume inquinato.
I soldi planano senza atterrare, non li guarda, spariscono nelle sue tasche, color porpora, verde muschio, lisci, soffici ma ruvidi, squallidi, proprio come se fossero veri.