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(In)animati da torbida passione




[11 commenti]

(In)animati da torbida passione

di frank solitario (© 2007)

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Atto Primo: colpo di fulmine ai grandi magazzini

Luccicoso e luccicante s’apre l’ambiente unico dei grandi magazzini, ove esseri dotati di soffio vitale tracciano percorsi ripetitivi, seriali, al fine di portare a termine il processo cibernetico.
Consumano materia inerte, mentre la materia inerte inavvertitamente consuma passione.

Voce Generica di Essere Umano dall’Altoparlante: “La commessa matricola 7843 è pregata di recarsi subito al reparto insaccati. Con urgenza”.
L’Incauta e Apatica Commessa: “Oh, v’è ancora molto lavoro al reparto abbigliamento. Tuttavia mi si reclama con urgenza agli insaccati. La sistemazione delle sagome richiederebbe maggior cura, ma i ritmi lavorativi non lo consentono. La perizia che richiederebbe l’ occuparsi di settori merceologici differenti viene inevitabilmente meno. Vivacchio frenetica aspettando sera”.
Ella, minuta, s’affanna ad accatastare manichini ora maschili ora femminili. Sebbene i reparti siano nettamente distinti da un decumano atto al pascolare dei clienti, l’Incauta e Apatica Commessa non s’accorge che due antropomorfi recano caratteristiche anatomiche ben differenti.
Infilati ai manichini alla bell’ e meglio un maglione Achille Sportswear e una blusetta Dalila for Ladies, li erige giustappunto uno di fronte all’altra.
Il settore pullula di sentimenti contrapposti, serpeggia a tratti lo sgomento, mentre ancora una volta si svolge il miracoloso processo dell’innamoramento.
Il mondo dei manichini è di osservanza strettamente omosessuale, divisi come si è dal frequentare ambienti lavorativi diversi: manichini per abiti da uomo con manichini per abiti da uomo in negozi e reparti di abbigliamento da uomo e via discorrendo anche per l’altro sesso.
Achille tradisce un fisico asciutto e statuario dalla posa plastica, i tonici muscoli sembrano di progetto michelangiolesco. Dalila è di forme snelle e sinuose, i seni perfetti circoscrivibili da una coppa di champagne.
Il manichino Achille: “Sogno o son desto? Che pupa! E con tutte le forme al posto giusto pergiove! Io, rassegnato a godermi le piccole soddisfazioni di essere bisex attivo, ho finalmente l’occasione di trovare l’essere inanimato antropomorfo della mia vita”.
La manichina Dalila: “Costui mi guarda fissamente. Si direbbe fortemente interessato, sento qualcosa risvegliarsi all’altezza delle zone erogene. Eccoci dunque al gran giuoco della seduzione. Che fare? Resistere, resistere, resistere per guadagnar punti nella gerarchia di coppia, o abbandonare l’ onorabilità innanzi al primo bellimbusto che si pianta sfacciatamente al mio cospetto?”.


Atto Secondo: Amore nel ripostiglio.

Di lì a poco sarebbe accidentalmente scattata la passione, una passione travolgente che dall’anima e dal cuore si trasferisce al corpo.
Il Cinico e Crudele Capo-Reparto: “Cosa vedono i miei occhi? Cristosanto! L’azienda non può tollerare simili svarioni. Venga subito un inserviente a porre rimedio a questo scempio! In dieci anni di onorata carriera mai pensavo potesse capitarmi la sventura di avere nella mia attività commerciale un essere antropomorfo inanimato maschile esposto nel reparto per signora. Orsù venga subito ripristinato l’ordine e rimosso dall’incarico lavorativo chi si è reso protagonista della fatal svista!”.
Al fine di evitare lo sgomento tra i clienti al pascolo, i due manichini vengono rimossi in fretta e furia e accatastati nel ripostiglio di servizio.
Dalila giace abbandonata supina, sguardo al soffitto come una stoica Giovanna d’Arco, vorrebbe egli non si addormentasse come Sansone, mentre Achille le è subito sopra incalzandola con la sua prepotente corporatura mascolina rimembrante il vigoroso Pelìde.
Qui accade l’inatteso: contro ogni legge della fisica qualcosa si muove nell’apparato burocratico dell’aitante manichino.
Il Manichino Achille: “Oh cara…..”.
La Manichina Dalila: “Pensavo potessi esser più romantico…..”.
Il Manichino Achille s’abbandona a risata fragorosa: “Ah! Ah! Ah! Come rallentare i processi del destino? Tu credi nel destino?”.
La sventurata non rispose.
Si può covare per anni un amore senza che esso si trasformi in passione e per contro proprio quella sera dove non ti sei fatto la barba, non ti lavi da tre giorni, zero ceretta o ciclo in atto, ti ritrovi travolto da un’inarrestabile passione per uno sconosciuto.


Atto Terzo: morte nella pressa

Sarebbe bastato semplicemente restituire i manichini ciascuno al suo reparto.
E invece…..invece accade che in un misto inestricabile di imperizia, azione lavorativa ripetitiva, spreco delle risorse e raddoppio della fatica, sopraggiungono gli addetti alla pulizia.
Essi come d’abitudine prelevano ogni qual cosa si affastelli creando disordine nel ripostiglio e la gettano nel camion transitante dei rifiuti.
Più crudele per i due amanti venir separati e restituiti ai loro rispettivi reparti non comunicanti, o perseguire abbracciati il loro romantico ma terribile destino?
La discarica è un immenso monte di resti organici e inorganici che si erge sotto un cielo plumbeo.
Volatili infami disegnano traiettorie sordide scrutando la presenza di possibili resti di vita.
Achille e Dalila, terminata la passione, giacciono avvinghiati, scaricati come vittime di guerra in una fossa comune ai piedi della pressa.
Il Brutale Uomo della Pressa: “Ohibò! Mi par di scorgere sembianze umane! Sembran legati l’uno all’altra come giovani amanti. Se anche fosse? Se anche fossero giovani amanti, porterei a termine nello stesso modo il lavoro di giornata compiendo il semplice gesto di azionamento della pressa. Un gesto né difficile né appagante, solo necessario”.
Achille e Dalila continuano a fissarsi ed abbracciarsi tremanti; i loro corpi lentamente scompaiono nella pressa e se prestate bene orecchio vi può capitare di sentire il loro urlo soffocato mentre una rosa giocattolo verde-pisello adagiata ai loro piedi li accompagna nel processo di frammentazione della materia.

Gran Monologo Finale del Demiurgo

Dolètevi per tutti gli oggetti antropomorfi, dolètevi per tutti gli esseri animati-oggetto!
Crudele il destino dei due amanti!
Sia esso ammonitore!
Sia ad ogni modo dannata la morale nei racconti, che lo scrittore non è qui a dir ciò che è giusto, ma solamente a contar storie.