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Arti letterarie buffonesche
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Il prezzo di un ricordo di Marioscala (© 2008) visualizzato 331 volte Aveva cento anni almeno ed era alta dieci metri; il vento in estate faceva tremare le sue foglie ed anche noi, dal basso. Ci sentivamo piccolini, davanti a quel miracolo di storia e natura.
Sì, aveva cento anni almeno. Quasi il doppio dei miei genitori, tre volte la mia età, ora. Ne avevo sei quando, incantata, mi fissava dall’alto. Con le mani pensavo di poterla raggiungere, mi allungavo e dicevo a mia mamma:”Guarda mamma! La sto toccando! La sto toccando!”. Io la stavo toccando veramente, era come sfiorare un quadro dipinto.
Intorno, attorcigliate al grosso tronco, aveva piccole foglie d’edera; le erano così affezionate che, crescendo, se le portava appresso.
Ed ero contenta di rivederla lì, ogni anno, tornando a sud. Ero contenta di vederla sempre più vicina e di sentirmi sempre meno piccola. Di tanto in tanto sembrava tremare e a me veniva voglia di abbracciarla, anche se era solo una grande palma centenaria.
Io e i miei cugini tentammo anche di arrampicarci, un giorno. Volevamo vedere dove finivano le foglie, e il tronco. Dove finiva lei ed iniziava il cielo.
Cosa c’è, oltre? - urlava Paola
Non so, secondo me il cielo – dicevo io
Scendete! Sennò lo diciamo al nonno e vi dà botte – minacciavano Marco e Valentina, all’unisono.
Era sopravvissuta al tempo, al vento, alla natura talvolta carogna, maligna. Ma ad una cosa non è riuscita a sopravvivere: alla volontà sadica di mio nonno, deciso a sradicarla da quel luogo di memoria.
Per farla ripiantare altrove, dice. Nel parco di una grande villa aristocratica, dice.
E mia madre aggiunge con un ciglio un po’ snob: “Quella palma vale quattromila euro”.
Il prezzo della mia infanzia e dei miei ricordi, dico io.
| commento dell'autore | Modificata ore 18.00, 17 giu 2008 |
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