Buffoni Maledetti
(si consiglia di attivare cookies e JavaScript)
v.3.2 | home | regolamento | sostieni i Buffoni
giovedì, 09 settembre 2010
contatta i Buffoni
contatta il webmaster

Benvenuto nell'Associazione Culturale "Buffoni Maledetti". Prima volta qui?

arti
lo chef consiglia
ultimi commenti
links

Arti letterarie buffonesche

Cerca parole incluse nel titolo
lista per categoria



racconto lungo (1)
Non si può sbagliare




[6 commenti]

Non si può sbagliare

di Marioscala (© 2008)

visualizzato 345 volte

L’indicazione era chiara: Corso Svizzera 185. “Non si può sbagliare”, aveva aggiunto la segretaria con un tono rassicurante. Io le avevo creduto.
Corso Svizzera è certamente una strada lunga ma non senza fine - mi dicevo.
Partii con mezz’ora di anticipo, giusto per evitare ritardi. Conoscevo il percorso, la zona, i giardini circostanti. Perché avrei dovuto sbagliare?
“Non si può sbagliare”, rispondeva alla mia domanda la vocina stridula di quella segretaria.
Corso Svizzera terminava con un grande caseggiato, alto almeno tre piani e largo quanto due o tre isolati insieme. In alto, la scritta che avevo visto tante volte passando in macchina: “Tuttosport”.
Un portiere, all’entrata, forniva informazioni a chi non avesse le idee chiare sul come arrivare dove si deve arrivare. Prima di me si era presentata una coppia di coniugi polacchi che cercavano una agenzia di lavoro a domicilio. L’uomo gesticolava con il telefono in mano e imponeva al portiere l'ascolto di un messaggio in segreteria. Fu presto liquidato con un “Non so”.
Poi finalmente il mio turno:
- Buongiorno, cerco la Union Corporate.
- Vede quel ristorante? Svolti a sinistra, poi vada dritto e svolti a destra. Scala L, primo piano. Non si può sbagliare.
- Certo, certo…
Ero già in ritardo e dovevo ancora mettere piede in territorio nemico.
Seguii le indicazioni del portiere, ripetendo sottovoce: ristorante, svolto a sinistra, poi vado dritto e svolto a destra. Scala L, primo piano. Non posso sbagliare. Non posso sbagliare, due volte meglio di una.
Mi ritrovai al primo piano, su un corridoio vuoto, senza indicazioni, con molte porte che non si sapeva dove portassero. Porte rosse, pareti bianche, deserto intorno.
Una vetrata era aperta: era quella di Tuttosport.
Entrando vidi due signori che sfogliavano pezzi di carta a grande velocità; abbassarono la testa come a non voler essere disturbati.
Sulla sinistra una donna di bell’aspetto fece cenno con la mano, si avvicinò a me e rispose alla mia domanda.
- Guardi la scala L non è qui. Questa è la scala H. La scala L è dalla parte opposta. Deve scendere, oltrepassare il parcheggio e risalire. Non si può sbagliare.
- Sì sì, certo certo…
Ripresi il cammino che sembrava essere quello di Santiago, e ripetei sempre sottovoce: devo scendere, oltrepassare il parcheggio e risalire. Non posso sbagliare.
Davanti alla scritta Tuttosport, iniziai a dare qualche segno di cedimento.
Ero tornato al punto di partenza.
La signora che mi aveva dato l’indicazione era lì, che guardava fuori. Mi nascosi: non volevo che si accorgesse del mio errore.
Non sapevo cosa fare. Dovevo raggiungere la Union Corporate. Ero quasi tentato di chiamare la segreteria ed urlare: “Venitemi a prendereeeeeeeee!”
Ma non mi sembrava una buona idea.
Così, con la poca pazienza rimasta, camminai verso il parcheggio.
Fermai un signore sulla quarantina, con il casco tra le mani e l’aria sportiva.
Gli dissi che mi ero perso e che cercavo la scala L.
- Eh! ti capisco, anche io facevo fatica a trovare la strada venti anni fa. Comunque vai dritto di là, sali su e ti trovi sulla scala L. In bocca al lupo.
Seguii le indicazioni ed esultai davanti la scritta Union Corporate. Esultai…con quaranta minuti di ritardo però.
La segretaria mi guardò con sospetto ed io le dissi:
- Mi spiace ho avuto qualche difficoltà ad arrivare qui.
E lei: - Ma come? Non era difficile
Il titolare della Union Corporate mi fece entrare giusto per illuminarmi sulle regole di condotta aziendale: - Mi spiace, lei è in ritardo di quaranta minuti. Qui, alla Union Corporate, siamo persone precise e puntuali. Assumiamo solo persone che la pensano come noi. Qui, non si può sbagliare.




commento dell'autoreFresco fresco. Grazie ad una cosa che mi è successa stamattina.