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Arti letterarie buffonesche
[10 commenti]
Sono proprio cieco di Marioscala (© 2008) visualizzato 385 volte Tutti sanno che sono ceco. Ed in effetti, non v'è dubbio che io lo sia fin dalla nascita. Quando dico: "sono ceco", la gente mi parla con una compassione che non riesco a spiegarmi: ho una casa, degli amici, un lavoro e non mi posso lamentare. Se non lo dicessi, nessuno se ne accorgerebbe.
- La accompagno io, Sergio – la padrona di casa
- La aiuto a portare le borse, Sergio – Miranda la vicina. Mario, il condomino del primo piano, ogni giorno viene a portarmi i pomodori del suo orto.
Sono sempre tutti molto gentili con me, anche troppo.
Quando parlo con Angela, che vive al piano di sotto, penso che vorrei proprio avere una donna come lei.
Il fatto è che lei mi piace proprio, ha un tono di voce che sembra di vedere oltre che sentire.
Non so da che parte dell'Italia provenga, non conosco i dialetti ma la sua voce è dolcemente infantile. Mi parla spesso dei problemi del suo matrimonio, dei bambini che lei e Salvatore non possono avere. Di lui, che ogni tanto le alza le mani e di lei che è costretta a coprire i lividi con il fondotinta.
Da quando abito qui, in via San Francesco D'Assisi, lei mi ha sempre invitato a casa sua a prendere il caffé. Salvatore Girolami lavora come metalmeccanico e fa i turni, così spesso lei rimane sola a casa. Quando ha finito di fare le pulizie domestiche, si annoia e mi chiama.
Non ha neanche bisogno di telefonarmi perché ha avuto l’idea di mettere un piccolo campanello sul balcone della cucina. Appena tira la cordicella, i sonaglietti all'interno iniziano a vibrare con il loro suono brillante. Io sento il campanellino e scendo al piano di sotto.
Mi siedo sempre su un divano morbido e lei comincia a sfogarsi, spesso a piangere. E sembra così disperata che vorrei abbracciarla.
L'altro giorno mentre stavamo parlando, il citofono si è messo a suonare con insistenza.
- Chi è?
- Apri che ho fretta di mangiare
Era Salvo e Angela non se l'aspettava. Sapeva che se lui mi avesse trovato lì, con il suo caratteraccio, sarebbero stati guai per tutti.
Così mi ha fatto nascondere in un armadio.
- Non preoccuparti Sergio, tengo la porta socchiusa per farti respirare un po' - ha sussurrato con quella voce che potrebbe far innamorare il più burbero degli uomini.
Mi sembrava di essere un intruso silenzioso. Avevo quasi il senso di colpa dell'amante...pur in assenza di amorevoli scambi e carnali voluttà.
Quando Salvo entrò, capii che era ubriaco. Da lontano sentivo che borbottava parole alla rinfusa in un dialetto che non conoscevo ed Angela, la mia Angela, era diventata remissiva e mansueta. Dopo aver pranzato, sentii Salvo che diceva:
- Vieni di là.
- No Salvo, ora no.
- Ti ho detto di seguirmi!
Sentivo il vestito lungo di Angela strisciare per terra e i suoi piccoli passi innocenti farsi sempre più vicini. Dopo, i passi virili e volgari di lui.
Poi un rimbalzo sul letto e uno strappo di tessuti.
Lui le diceva: "Girati dall'altra parte" e lei urlava:" No, Salvo, non voglio". E un altro rimbalzo, quasi forzato. E sentii quello che non avrei voluto sentire. Urla di lei, ad ogni colpo sferrato da lui.
Non potevo fare niente. Se fossi uscito da lì, lui mi avrebbe massacrato.
Sembrava voler provare la sua virilità. Dicono che chi non riesce ad avere figli spesso ha molte amanti, e racconta in giro le sue avventure. Non di rado ha rapporti ambigui, promiscui e indiscriminati. E' come dire agli altri che la mancanza di "spermatozoi" attivi non inficia le capacità amatorie.
Quando lavoravo per il Ministero, c'era un alto funzionario pubblico che mi parlava di sua moglie e delle sue tante amanti come se fosse una cosa normale, una cosa che “si doveva fare”. Sembrava dicesse “ Se non hai una amante, non sei nessuno”.
Ecco, lui per sentirsi non solo qualcuno, ma un alto funzionario del Ministero quale era, aveva deciso che una non era sufficiente.
Eppure diceva "io amo mia moglie". Io non lo comprendevo, allora come oggi. Se sposassi una persona come Angela, farei l’amore solo con lei. E ogni volta sarebbe un grande regalo. Ogni volta ringrazierei Dio per avermi dato una moglie così bella e dolce.
Dopo qualche giorno comunque il funzionario pubblico mi confessò qualcosa che forse non aveva mai avuto il coraggio di dire a nessuno. Che non poteva avere figli, e la colpa era sua.
Dedussi che quel distribuire seme a tante donne, pur non ingravidandole, fosse per lui un po’ come avere tanti figli-fantasma. Il solo pensiero che i suoi spermatozoi, per quanto poco attivi, facessero il giro dell’Italia, lo rendeva un uomo felice.
Salvo invece è un uomo violento e non so se c'entrino i suoi spermatozoi. Certamente sembra voler riversare il suo senso di colpa su Angela. Lei, d’altro canto, non ha nessun problema se non quello di essere la moglie di Salvo...
Quel pomeriggio uscii dall’armadio dopo un ora.
Salvo se n’era andato al bar come faceva praticamente ogni giorno a quell’ora.
Angela si mise a singhiozzare, diceva “Sono stanca Sergio, Salvo mi sta togliendo la voglia di vivere”. Ed io mi sentivo molto infelice.
Pensai a lungo a quanto era successo ed ero deciso a fare giustizia.
A pochi metri dal condominio c’era una stazione di polizia. Raccontai tutto, raccontai della violenza, dei lividi di Angela, delle urla. Ovviamente i poliziotti mi chiesero cosa ci facessi chiuso nell’armadio ed io deviai la conversazione dicendo che Salvo era molto geloso anche degli amici di sua moglie. Mi ero nascosto per evitarle ulteriori problemi.
L’indomani la polizia entrò in casa Girolami e trovò Angela riversa per terra, con il volto tumefatto.
Sotto il letto, vari aggeggi di medie e grandi dimensioni, fruste, catene ed un ferro che veniva utilizzato per marchiare a fuoco le vacche.
- Chi è stato a chiamarvi?
- Signora, il sig. Sergio Cavillo ci ha chiamati denunciando suo marito per percosse.
- Ma come è possibile? Lui non ci vede
- Come non ci vede signora? Il signor Sergio ci vede perfettamente.
- Sergio…è vero? Ma tutto il palazzo pensava tu fossi cieco!
- No Angela, sono solo nato nella Repubblica ceca da madre italiana. Ho una vista da 10 decimi.
Il giorno dopo, nessuno fu gentile con me: la padrona di casa, Miranda, Mario a stento mi salutavano.
Eppure io sono sempre stato sincero, ho sempre lavorato, ho sempre guardato in faccia le persone.
Loro volevano occuparsi di qualcuno e hanno dato ad una mia parola un significato diverso.
Salvo era stato arrestato per percosse.
Prima di essere ammanettato e portato via urlò:
- Non sono stato io! Non è colpa mia!
E nessuno ci fece caso.
Un giorno scesi al piano di sotto e la porta di Angela era socchiusa.
Entrai piano e vidi una di quelle cose che non avrei voluto vedere, dopo quelle che non avrei voluto sentire.
Angela, la mia Angela, quella donna dolce e remissiva si stava tatuando le carni con il ferro delle vacche. Davanti a lei, il sacco con tutti gli arnesi il cui uso era stato attribuito a Salvo.
Non avevo capito niente. Ero proprio cieco.
| commento dell'autore | Finito ora ora. Ma cerco suggerimenti per migliorarlo ;)
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