 

arti letterarie arti visive arti musicali 
 

siti letterari siti dei Buffoni siti vari 
|
Arti letterarie buffonesche
[5 commenti]
Sambuche, cani e accanimenti (e altro) di Marioscala (© 2008) visualizzato 177 volte Fredo Manzi era titolare di una prestigiosa distilleria in un piccolo paese nella provincia di Civitavecchia. Oltre che della produzione di alcuni liquori tipici della zona, l’azienda si occupava della distillazione di una sambuca dal gusto intenso e unico, richiesta in gran quantità anche al di fuori dei confini nazionali.
Nessuno ne conosceva il segreto. Fredo Manzi era persona assai discreta e neanche al bar, ubriaco, insieme ad amici e conoscenti, si faceva convincere a svelarne la formula.
Un giorno il piccolo paese fu sconvolto da un evento terribile. Il cagnetto del Manzi fu trovato morto in un pozzo nei pressi della sua abitazione e partirono subito le indagini per trovare il colpevole. Si ritenne che il cane, amato da tutti in paese, non fosse caduto ma spinto nel pozzo da una mano omicida. Tutti rimasero sconvolti per l'accanimento (era proprio il caso di dirlo) perpetrato dal folle assassino su una bestiola indifesa.
La morte del cane, al quale la famiglia era molto legata tanto da dare alla bestia il nome del figlio scomparso, provocò un grave esaurimento nervoso alla moglie di Manzi, tale Orietta Ranceri. Fu così che la signora, affranta per la perdita del secondo “figlio”, cominciò a bere e ubriacarsi quotidianamente, assumendo atteggiamenti lascivi con i signori del piccolo centro abitato.
Le mogli dei mariti sedotti dalla signora, e per solidarietà tutte le altre, iniziarono a boicottare l'acquisto del liquore.
Nessuna di loro capiva quanto fosse drammatica la morte di un “componente della famiglia”(se pur “canino”), e a nulla serviva spiegare loro che la donna stava vivendo un momento di grave disagio psichico. Inoltre, era chiaro dovessero prendersela proprio con i loro consorti che approfittavano di un momento di debolezza della Manzi per avere relazioni extraconiugali.
L'ignominia per la famiglia fu tale che la fabbrica dovette chiudere, e i duecento dipendenti (cento dei quali andati a letto con la signora nelle sue scorribande), tutti licenziati per crisi aziendale. Non rimase più nulla della piccola fabbrica, se non fredde mura che ricordavano il marchio che fu.
Il povero Fredo rimase solo, insieme al suo dramma familiare.
A seguito delle indagini si scoprì che il delitto era stato commissionato da Riccardo Molinari, proprietario della vicina fabbrica Molinari (anch'essa produttrice di sambuca).
Picchio, questo il nome del cane, era la mascotte dell’azienda, il suo muso era presente su tutte le confezioni di sambuca Manzi del mondo. Rappresentava per Fredo un portafortuna ed egli giurò davanti a Dio che quando quella bestiola fosse morta avrebbe finito di produrre sambuca.
Molinari aveva messo un investigatore privato e aveva ricevuto queste informazioni preziosissime. La distilleria di sua proprietà fu posta sotto sequestro e duecento persone furono licenziate.
La signora Manzi, oramai in preda alla follia, dovette essere ricoverata in una casa di cura di Civitavecchia. I cento mariti delle mogli tradite la rimpiansero…
Ogni giorno quattrocento persone nullafacenti tentavano di entrare nei bar del paese per giocare a carte e bere la sambuca Militelli, quella prodotta da una nuova fabbrica nata sulle rovine delle due precedenti.
Una notte Manzi, fuori di sé, dopo aver divelto il portone dell'azienda Militelli, appiccò il fuoco nella fabbrica.
Altre cento persone, questa volta chiamate da fuori, furono costrette a tornare a casa.
Manzi morì nell'incendio e nessuno quasi se ne accorse.
Nel piccolo paese non si produsse più sambuca.
Portava decisamente sfiga.
---------------------
Mi perdonate se vi faccio sorridere un po' con quest'altra roba LEGGERA che ho scritto in questo momento? :D
LO SCRITTORE
Io sono uno scrittore. Sì uno di quelli che scrivono libri, libri impegnati eh! Mica robette così. Io sono uno scrittore, un poeta pure. Sì, anche un po’ poeta.
Ma anche creativo, a mio modo certo… ma sì, creativo.
Non sono solo uno scrittore, ovviamente.
Dipingo anche. E mi pagano per farlo.
Nel tempo libero faccio cose, vedo gente. E sì lo so che ti è venuto in mente Nanni Moretti.
Infatti io sono anche un critico cinematografico. Scrivo sulle migliori riviste.
La mia attività principale è quella di fare lo scrittore ma anche un appassionato di cinema e quindi un critico cinematografico. Di fama, peraltro.
Mica come Lietta Tornabuoni. Più famoso di lei.
Magari leggi i miei articoli e neanche lo sai. Scrivo sotto pseudonimo. Lo vuoi sapere? No, non posso dirtelo.
Insomma, ho 40 anni, sono scrittore, ma anche un po’ poeta, e anche un po’ pittore, e anche un po’ critico cinematografico (famoso, non dimenticartelo).
Penso sia abbastanza no?
In realtà c’è una cosa che non ti ho detto: ho partecipato ad un reality. Non in Italia, in Spagna. Ora sono anche un po’ opinionista.
Insomma sai, ho molte attività, sono una persona creativa, eclettica. Mi piace mettermi alla prova.
Comunque, credimi, i miei libri mi rappresentano. Non sono uno di quegli scrittoruncoli che si accontentano. Io cerco il massimo.
Sono uno scrittore vero, io. Non solo scrittore ovviamente, perché… sai che di scrittura non si vive e quindi devi trovare altre attività per sopravvivere.
A dire il vero neanche di critica cinematografica e di poesia.
Faccio l’imbianchino.
Ecco, sono un imbianchino.
FAMOSO, però.
No, dove vai! Vieni qui! Non scappare…
[Peccato, non me la dà più]
| commento dell'autore | 1. Binomio fantastico (dalla grammatica della fantasia).
Parole uscite: ignominia, sambuca :D
E' uscito fuori questo raccontino leggero...
Un esercizio dai :)
2. lo scrittore (monologo estemporaneo, per ridere) |
|